Meditazione dei punti di congiunzione

Esistono nella nostra giornata cinque momenti davvero speciali durante i quali, fermandosi e raccogliendosi in meditazione, è possibile connettersi direttamente con la parte più elevata del nostro essere. Questi momenti, chiamati anche punti di congiunzione, erano ben noti ai grandi Rishi dei tempi Vedici. Sri Tathata ci esorta oggi a praticare una semplice meditazione esattamente in corrispondenza di questi momenti, alba, mezzogiorno, tramonto, mezzanotte e Brahma Murti (2h e 55m prima dell’alba) o almeno in corrispondenza dell’alba e del tramonto.

Ecco un estratto dal libro “Il Richiamo del Dharma”

Al mattino il sandhya puo’ esser fatto con lo sguardo rivolto verso est mentre nel pomeriggio deve essere fatto guardando verso ovest. In entrambi i momenti si puo’ praticarlo stando in piedi oppure seduti. Il metodo per osservarlo e’ il seguente.

1. PRANAVAM

Il suono “Om” deve essere pronunciato per 7 volte in maniera udibile e prolungata. Nel momento in cui viene espresso vocalmente, il suono deve essere ascoltato con molta attenzione.

2. MEDITAZIONE

Sediamo comodamente in una postura ferma senza alcun movimento di mani o di gambe. Meditiamo fissando la nostra mente nell’Ajna, il centro della nostra coscienza. Visualizziamo la discesa dell’energia dell’anima universale dentro di noi e la completa trasformazione del nostro corpo fisico, del prana e della mente. Rimaniamo assorti per qualche momento.

3. PRANAVAM

Ripetiamo “Om” come prima per 7 volte, prestando particolare attenzione all’ascolto del suono prodotto. Sentiamo la presenza del Divino che si espande dentro di noi e ci avvolge interiormente ed esteriormente.

Dopo cio’, rendiamo omaggio alla terra toccandola in maniera riverenziale con entrambe le mani e concludiamo.

Il primo saluto al sole del sandhya del mattino puo’ cominciare nel momento in cui il cielo ad oriente si tinge di rosso e puo’ terminare quando il Sole si e’ levato. Dopo aver osservato il Sole interiore dell’anima ed il Sole dell’Universo al di fuori, entrambi i piani d’esistenza, interni ed esterni, diventano simbolo di effulgenza e di grazia.

In certi giorni quando il Sole non e’ fisicamente visibile, possiamo visualizzare il nostro Sole interiore, ricevere la sua energia e terminare la pratica.

Nel sandhya pomeridiano, bisogna iniziare pochi minuti prima che il Sole scompaia e terminare quando le stelle appaiono in cielo. In questo lasso di tempo si deve eseguire il saluto del sandhya e la meditazione.

Amati figli, benche’ possa sembrare sciocco il segreto che vi sto donando e’ un qualcosa di meraviglioso, capace di produrre grandi risultati. Mettete da parte il vostro senso critico per un po’ e fate questa pratica per un certo tempo. Dopo un anno di pratica regolare potrete valutarne la validita’. Questo sforzo non sara’ mai un tentativo vano. Entrerete in possesso di una vita con nuove prospettive.

Con Amore

Tathata

La meditazione del Sandhya richiede la conoscenza dei tempi dell’alba, del tramonto e del mezzogiorno (quello vero, ossia il passaggio del sole al meridiano locale), per la località in cui ci si trova. Segnaliamo due siti internet da cui è possibile ricavare le effemeridi del sole:

www.marcomenichelli.it/sole1.asp

(sul sito potrete scegliere con i menu in alto l’anno, il mese e la città più vicina a dove risiedete fra quelle in elenco)

www.nauticoartiglio.lu.it/almanacco/Aa_soleonline.htm (su questo secondo sito potrete anche inserire direttamente la longitudine e la latitudine del luogo di vostro interesse)

Per le effemeridi del sole segnaliamo anche l’esistenza di ottime App per Ipad, Iphone e Android.

La meditazione del Sandhya è spiegata da Sri Tathata nel libro “Il richiamo del Dharma“, un testo sintetico in cui sono raccolti i principi base del suo insegnamento. Chi volesse ricevere una o più copie del libro può richiederle andando alla pagina Associazione